A Fano nelle Marche – Trascinato per alcuni metri mentre non riusciva più a camminare, poi colpito ripetutamente. È la scena descritta dai testimoni del caso del cane preso a calci a Fano, nel tardo pomeriggio di martedì 4 agosto, sotto i portici del centro commerciale Flaminio. A darne notizia è la Lndc Animal protection in base a quanto riportato dagli organi di informazione locali. Questa la drammatica storia. Il cane era stremato e si era accasciato sul marciapiede. Alcune persone presenti hanno chiamato il 112, permettendo l’intervento dei carabinieri del Radiomobile e della polizia locale. L’uomo che si trovava con l’animale, un cinquantenne in evidente stato di alterazione, avrebbe reagito all’arrivo dei militari urlando e opponendo resistenza. I carabinieri lo hanno quindi bloccato e accompagnato in caserma. Gli investigatori stanno valutando la sua posizione. Il cane, inizialmente immobile, ha poi dato alcuni segni di ripresa. Gli operatori del servizio veterinario dell’Azienda sanitaria territoriale di Pesaro e Urbino lo hanno trasferito in una struttura veterinaria per gli accertamenti e le cure necessarie. Al momento le autorità non hanno diffuso informazioni ufficiali sulle sue condizioni cliniche. Lndc Animal protection «sporge denuncia affinché le autorità ricostruiscano ogni passaggio della vicenda e accertino tutte le responsabilità. L’associazione chiede inoltre il sequestro del cane e il suo affido, perché durante il procedimento l’animale riceva piena tutela e non corra il rischio di subire nuove violenze». Spiega Piera Rosati, presidente dell’Lndc Animal protection: «Quanto riferito dai testimoni è intollerabile. Un cane che non riesce più a reggersi in piedi ha bisogno di soccorso, non di essere trascinato e colpito». Adesso «chiediamo che l’animale venga messo definitivamente al sicuro e che la vicenda sia valutata con il massimo rigore. Non basta interrompere una violenza: bisogna impedire che possa ripetersi». L’Associazione chiede poi vengano acquisite le testimonianze, le eventuali immagini dei sistemi di videosorveglianza e la documentazione veterinaria. Questi elementi saranno essenziali per verificare la dinamica dei fatti e valutare la sussistenza del reato di maltrattamento di animali, previsto dall’articolo 544-ter del codice penale. In questa vicenda la scelta di alcuni cittadini di non voltarsi dall’altra parte ha permesso alle autorità di intervenire e al cane di ricevere assistenza. Lndc Animal protection ringrazia quindi le persone che hanno dato l’allarme e le forze dell’ordine intervenute sul posto: «Segnalare subito una violenza – conclude la presidente Rosati – può salvare un animale e fornire agli investigatori elementi decisivi. Chi assiste a un maltrattamento deve contattare le forze dell’ordine, documentare ciò che accade e rendersi disponibile come testimone. Il silenzio protegge soltanto chi fa del male». (AnconaToday)
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