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Sono rientrate dallo spazio le alghe spaziali

admin 16 Febbraio 2017 3 minuti letti
iss

Circa due anni fa arrivava dalla Stazione Spaziale Internazionale un carico molto particolare: mille piante germinate e cresciute nello spazio, a bordo della stazione, sono rientrate sulla Terra nei laboratori del botanico Simon Gilroy. All’inizio del 2016 una zinnia è spuntata dentro Veggie, la serra della stazione, coronando il (sofferto) successo ottenuto con la lattuga. Ora un “pacchetto spaziale” simile è atterrato nei laboratori del Fraunhofer Institute di Potsdam, in Germania. All’interno? Alghe e cianobatteri tornati a casa dopo aver affrontato fluttuazioni di temperatura estreme, dai –20 °C ai +50 °C, ma anche le radiazioni cosmiche e molto altro mentre crescevano fuori dalla ISS. [GARD align=”center”]

Prima di tutto sono vivi, riportano gli scienziati che lavorano al Biology and Mars Experiment, BIOMEX. Sia le alghe verdi del genere Sphaerocystis – dalle isole Svalbard, in Norvegia – sia i cianobatteri antartici del genere Nostoc (le cosiddette “alghe azzurre”) hanno resistito per 16 mesi all’esterno della stazione, sopravvivendo al vuoto cosmico, e una volta rientrati quasi tutti i campioni hanno dato vita a nuove popolazioni.

Entrambi gli organismi sono criofili, ovvero amano il freddo e di conseguenza sono adattati per resistere a temperature rigide e sopravvivere anche alle condizioni più estreme. Ma gli ambienti “ostili” nello spazio non sono propriamente uguali a quelli della Terra, e riprodurne le esatte condizioni qui non è possibile: l’unico modo per studiare la loro resistenza era spedirli in orbita dopo averli essiccati, un’altra operazione alla quale sopravvivono senza grossi problemi.

Gli scienziati non volevano solo scoprire se questi organismi potessero sopravvivere anche nel vuoto (un’attività extra-veicolare senza tuta, per un essere umano, sarebbe letale) ma anche capire come avrebbero reagito all’esposizione alle radiazioni ultraviolette UVA, UVB e UVC, capaci di danneggiare il DNA umano. Negli oltre due anni trascorsi fuori dalla stazione spaziale, con solo dei filtri a proteggere alghe e cianobatteri, appositi strumenti hanno misurato tutti i cambiamenti nelle temperature e i livelli di radiazioni. [GARD align=”center”]

“Ci aspettavamo che sopravvivessero nel vuoto […] ma siamo rimasti sorpresi nello scoprire che i ceppi algali sono rimasti incolumi anche all’azione di parti delle radiazioni UVC, estremamente dannose”, commenta in un comunicato Thomas Leya, tra gli scienziati che hanno condotto le analisi. Il prossimo passo sarà studiare nel dettaglio quali modifiche hanno permesso agli organismi di sopravvivere a condizioni tanto inospitali.

Le alghe verdi se la sono cavata particolarmente bene, il che ha messo nuova carne al fuoco per il loro potenziale utilizzo nelle missioni spaziali del futuro. Marte rimane sempre la meta più “fantascientifica”: possiamo quasi immaginare Matt Damon coltivare alghe nei sistemi di coltura idroponica di una serra ben sigillata, come fonte di proteine, senza il minimo contatto con il terreno. Ma gli scienziati sono anche curiosi di capire se milioni di anni fa degli organismi siano arrivati dallo spazio fino alla Terra – per esempio tramite meteoriti – portando la vita sul pianeta (pescando a piene mani nella teoria della panspermia si possono ipotizzare gli scenari più fantasiosi).

I cianobatteri restano tra gli organismi più interessanti in quest’ambito, come ci ha spiegato l’astrobiologa Daniela Billi in un’intervista qualche tempo fa. “La produzione di cibo coltivato direttamente sul suolo alieno per ora è fuori discussione. Una sfida a cui invece stiamo lavorando qui a Tor Vergata riguarda il possibile utilizzo dei cianobatteri estremofili, che potrebbero permetterci, in futuro, di pensare a una vegetazione collegata al suolo lunare o marziano. In altre parole, realizzare avamposti su un altro pianeta indipendenti dalla presenza umana. Per noi questo è il vero obiettivo ultimo”.

Fonte: https://oggiscienza.it/2017/02/13/alghe-stazione-spaziale-marte/ [GARD align=”center”]

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