Marea, il cavo da 160 Tbps sta per sbarcare in Europa

Il cavo sottomarino da 160 TeraBit al secondo di Facebook e Microsoft arriverà in Spagna tra pochi giorni e garantirà una connessione di qualità nei servizi che prevedono picchi di trasferimento. Primo tra tutti il Cloud.Mancano pochi giorni all'arrivo di un nuovo cavo sottomarino per il trasferimento di dati ad alta velocità che collegherà Stati Uniti ed Europa.

Nel vecchio continente sarà la Spagna a fare da approdo il 12 giugno per il cavo lungo 6.600 chilometri che passerà per la costa Nord (dopo una leggera deviazione francese) nei pressi di Sopelana, spiaggia della costa basca a pochi passi da Bilbao.L'ambizioso progetto, avviato lo scorso anno e che prende il nome di Marea ha ricevuto l'approvazione da parte della Commissione Federale sulle Comunicazioni degli Usa (FCC) e dal Ministero dell'Ambiente spagnolo. Telxius, una divisione della Tlc spagnola Telefónica, avrà in concessione il menteni mento e la gestione del cavo per 25 anni (con un esborso di 1 milione di euro da corrispondere al governo spagnolo per l'occupazione di spazio demaniale). Dall'altra parte dell'oceano invece i partner del consorzio sono Microsoft e Facebook.Quello previsto da Marea sarà il cavo sotto l'Atlantico con la più alta capacità di sempre. "Le otto coppie di fibre potranno trasferire 160 TeraBit al secondo (20 Tbps ciascuno) ovvero 16 milioni di volte più veloce di una connessione Internet standard" - ha dichiarato Microsoft. Per voce di Frank Ray, Direttore della divisione Global Network Acquisition di Microsoft, l'azienda fa sapere che si tratta del primo collegamento di questo tipo tra USA e Sud Europa. Il cavo, entrato nelle acque della Virginia, riemergerà sulla costa spagnola seguendo una nuova rotta, diversa da quella di altri cavi partiti più a nord dalle coste newyorkesi.L'obiettivo del progetto verte sulla fornitura di connessioni più performanti e affidabili per gli utenti degli Stati Uniti, così come quelli europei e poi africani, mediorientali e asiatici (quest'autostrada dei dati si spingerà successivamente anche in questi territori). Sia Microsoft che Facebook hanno fatto in modo che il progetto preveda interoperabilità con una varietà di dispositivi di rete. La nuova progettazione, che permette agli operatori interessati di agganciarsi in modo semplice, si tradurrà in benefici per i clienti finali: costi più bassi e maggior facilità nell'aggiornamento dei dispositivi che potranno supportare una maggior velocità di trasferimento dei dati e in generale un'ampiezza di banda in grado di soddisfare picchi di lavoro specialmente quando si lavora in Cloud.Microsoft come uno dei più grandi fornitori al mondo di servizi in cloud sta investendo nel progetto 15 miliardi di dollari finalizzati ad estendere a 32 (o più) le regioni coperte dal cloud di Azure, ma anche per aumentare la velocità e la qualità di fruizione di servizi come Bing, Office 365, Skype e Xbox Live. Il tutto perseguendo altri investimenti sullo sviluppo della fibra iniziati già da un paio di anni.Il progetto è l'ennesimo esempio di sviluppo di collegamenti privati sottomarini, fa notare l'analista di Telegeography Tim Stronge. Fino a qualche anno fa solo il 10 per cento dei dati sotto l'Atlantico era trasferito con cavi privati, ora si stima che la percentuale sfiori il 75 per cento. Google ha da tempo investito nella costruzione di due cavi sottomarini tra la West Coast e il Giappone, un altro tra USA e Brasile oltre che una rete di cavi che si articola nel continente asiatico. Facebook ha adottato finora una strategia un po' diversa, puntando maggiormente su quello che viene definito "dark fiber", ovvero connessioni via terrestre piuttosto che sottomarini, ma la sua partecipazione al progetto Marea e altre partnership simili potrebbero rappresentare un cambio di rotta. Ovviamente l'importanza crescente attribuita a questi cavi è correlata alla loro salvaguardia e mantenimento, o forse sarebbe più giusto parlare di difesa visto che sono ormai considerati obiettivi sensibili al centro di possibili sabotaggi. Qualcuno teme anche una marginalizzazione delle Tlc minori, sempre più costrette a poggiarsi sui servizi dei giganti.
Fonte PuntoInformatico

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